Alcune storiche medaglie bergamasche (Vezio Carantani)

Le medaglie storiche di interesse bergamasco sono molto rare nei secoli che vanno dalla nascita della medaglia, risalente alla metà del ‘400, alla seconda metà del ‘700.

La prima medaglia di cui si abbia memoria è quella assegnata da Venezia a Bartolomeo Colleoni, verso la fine dei suoi giorni (A 1). Era una grande medaglia d’oro, opera di Guidizani; di essa si sono perse le tracce, però se ne eseguirono alcune copie in piombo (sembra nel numero di sette/otto) quando il Colleoni era ancora in vita. Come costume fino almeno alla metà dell’ ‘800, da esemplari originali e/o da copie fuse successivamente venivano eseguite rifusioni in diversi esemplari, per andare incontro alle richieste dei collezionisti. Così è avvenuto anche nel caso della medaglia del Guidizani: sono giunte a noi medaglie risultanti da fusioni e rifusioni successive, normalmente in bronzo o in piombo, nelle quali i particolari, ad ogni passaggio, si fanno sempre più sfumati ed il diametro, a causa del ritiro conseguente al raffreddamento del metallo dopo la fusione, diviene sempre inferiore. Nel 1923 una rielaborazione della medaglia del Guidizani è stata fusa nel bronzo, in pochi esemplari, dal Luogo Pio della Pietà Bartolomeo Colleoni in onore di Bortolo Belotti, autore di una pregevole biografia del Condottiero (A 2). Una copia più fedele, ma fusa in acciaio, è stata realizzata nel 1975 per ricordare il 500° di fondazione del Luogo Pio (A 3).

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Nel ‘500 sono state realizzate due medaglie per personaggi bergamaschi: una dedicata nel 1538 all’architetto militare Gabriele Tadino da Martinengo (1475-80 / 1543) per aver fortificato la rocca di Rodi (B); l’altra dedicata al letterato e poeta Giovanni Bressani (1490 – 1560), non è certo se per il suo 70° anno o per la morte, che cadono nello stesso anno (C). Molto importante la terza medaglia del ‘500, fusa nel 1561 in occasione dell’inizio dei lavori per la costruzione delle Mura Venete, poi terminati nel 1588 (D); la medaglia venne distribuita il 1° settembre, durante la cerimonia della posa della prima pietra, alla presenza delle massime autorità civili ed ecclesiastiche e di una numerosa folla: al diritto è riportato il leone di S. Marco con l’indicazione del doge in carica, Gerolamo Priuli; al rovescio invece sono riportati i tre stemmi (le “tre armi”) dei responsabili dell’opera: il governatore Sforza Pallavicino, il podestà Francesco Venier, il capitano Giulio Gabriel.

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Dopo queste poche medaglie bisogna che passino due secoli prima che a Bergamo ne vengano alla luce di nuove: la prima (E) risale al 1762, quando si tennero nella diocesi grandi manifestazioni per festeggiare la beatificazione di Gregorio Barbarigo (1625 – 1697), già vescovo di Bergamo dal 1657 al 1664 e successivamente vescovo di Padova; nell’occasione è stata fusa una medaglia come omaggio del popolo bergamasco al nuovo beato.

Passano pochi anni ed ecco che, improvvisamente e senza apparente specifico motivo, assistiamo alla coniazione di numerose medaglie, in onore di personaggi viventi, soprattutto funzionari della Repubblica di Venezia ma anche studiosi bergamaschi. Vengono ricordati il Pretore e Vice-prefetto Alessandro Antonio Barzizza (1779 – F), il Pretore e Vice-prefetto Gerolamo Ascanio Giustiniani (1782 – G), il Prefetto marchese Pattaro Buzzacarini, da solo (H) e con la moglie Elena Sagredo (1791 – I), il Prefetto e Vice-pretore Nicola Corner (1795 – L), il Prefetto Nicola Venier con la moglie Eleonora Bentivoglio (1796 – M). Questi funzionari vengono probabilmente omaggiati da enti diversi (Mercatores Bergomi, Agri Bergomates Praesides, Equestris Ordo, Mercatorum Collegium, Cives Bergomi) in occasione della fine del loro mandato. La città invece rende omaggio nel 1785 al canonico Mario Lupo (1720 – 1789) per la pubblicazione del Codex Diplomaticus Civitatis et Ecclesiae Bergomatis, avvenuta l’anno prima (N); e il Maggior Consiglio nel 1786 decreta l’assegnazione di una medaglia d’oro (O) all’abate Pietro Antonio Serassi (1721 – 1791) per la pubblicazione de La Vita di Torquato Tasso (1785). Al 1796 risale poi la medaglia coniata per l’istituzione di Pinacoteca e Liceo per le Belle Arti (l’Accademia Carrara) ad opera del conte Giacomo Carrara e della moglie Anna Passi (P). Negli anni e nei decenni seguenti il numero di medaglie, coniate per i più svariati motivi, aumenterà notevolmente; l’insieme delle medaglie della fine ’700 rimane un episodio particolare nella storia medaglistica, e non solo, della città di Bergamo.

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